La Storia

Espressi per cent’anni

Dinamismo, innovazione, coraggio sono le parole chiave di un’azienda famigliare che oggi è il punto di riferimento nella cultura e nella produzione delle macchine da caffè

Un’azienda saldamente in mano alla stessa famiglia da più di cent’anni. Una famiglia che, di generazione in generazione, ha saputo tramandare un nucleo di valori veri, svincolati dagli scenari economico, ambientali e sociali che hanno caratterizzato un secolo piuttosto turbolento.

Un’azienda che vanta oltre cinquanta brevetti per soluzioni innovative, fortemente legata alle proprie origini milanesi ma protesa verso scenari internazionali. Se oggi  Gruppo Cimbali è una delle aziende più rappresentative del settore delle macchine professionali per espresso, ambasciatore della cultura del caffè nel mondo, non è un caso.

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LaCimbali Albadoro

Tensione innovativa dal rame all’espresso

Nel DNA aziendale c’è la tensione continua a innovarsi verso soluzioni sempre più avanzate, fin dalla sua nascita, più di un secolo fa.

Era, infatti, il 1912 quando Giuseppe Cimbali, ramiere idraulico, apre nel centro di Milano, in via Caminadella 6, un negozio per la lavorazione del rame, dedicandosi insieme ai suoi due dipendenti anche alla produzione di componenti come le caldaie, parti essenziali delle macchine da caffè di recente invenzione.

All’inizio degli anni Trenta la bottega si sposta in via Savona e si espande grazie all’acquisizione di un cliente, la S.I.T.I., specializzata proprio nella produzione di macchine per caffè espresso. Nasce così la Ditta Giuseppe Cimbali: costruzioni rame – macchine da caffè – saturatori seltz.

Nel corso del decennio l’azienda crea La Rapida, modello a colonna, la prima macchina a marchio LaCimbali, mentre nell’immediato dopoguerra produce l’Albadoro, con due caldaie indipendenti per rispondere alle esigenze crescenti dei più prestigiosi locali milanesi.

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LaCimbali Gioiello

La tensione verso l’innovazione funzionale permette a LaCimbali di adottare nel 1950 per la prima volta la tecnologia a leva che consente l’erogazione di un espresso con la crema. Il successo de La Gioiello (nomen omen!) è innegabile: l’espresso con la crema conquista il mercato italiano, anche sulla scia del boom economico, e guarda ai mercati esteri.

La tecnologia a leva, per quanto rivoluzionaria, è però faticosa e rischiosa. Per questo motivo LaCimbali nel 1955 lancia il modello Granluce, prima macchina da caffè dotata di sistema idraulico, tecnologia capace di ovviare agli inconvenienti della leva senza però sacrificare nulla in termini di qualità del prodotto erogato e che permette di azzerare i rischi e ridurre la fatica fisica nel preparare un buon caffè.

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I successi tecnologici e di design
conquistano il mondo

Dopo il trasferimento dell’azienda da Milano a Binasco, a seguito di una collaborazione con i fratelli Castiglioni, nel 1962 entra in produzione il modello Pitagora che nello stesso anno verrà insignito del Compasso d’oro e rappresenterà l’eccellenza del made in Italy.

I successivi tre decenni vedono LaCimbali impegnata nella conquista del mercato globale e in continue sfide tecnologiche.

A metà degli anni Novanta LaCimbali acquisisce la storica concorrente Faema, e successivamente dà vita a Gruppo Cimbali, che oggi detiene i brand LaCimbali, Faema, Casadio ed Hemerson, ed è un gruppo senza eguali nel mercato mondiale delle macchine da caffè e cappuccino professionali.

Il settore segue i progressi della tecnologia e i nuovi trend che s’impongono sul mercato, dalle linee di design all’introduzione di pulsanti che permettono la dosatura programmata dell’erogazione fino alle macchine per espresso più recenti, sia superautomatiche, capaci di erogare un perfetto espresso limitando quasi del tutto l’intervento del barista sia tradizionali dove invece il rapporto con la macchina si stringe al punto da avere la possibilità di una personalizzazione nell’erogazione di tazzina in tazzina.

 

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Pitagora | Compasso d'ORO | Designer: F.lli Castiglioni

La celebrazione di un sogno: MUMAC e la diffusione della cultura del caffè

Una storia importante, celebrata nel 2012, anno del centenario aziendale, con l’inaugurazione di MUMAC e de LaCimbali M100, macchina-scultura che è contemporaneamente summa delle precedenti realizzazioni e punto di partenza di future sperimentazioni.

Perché, dall’inaugurazione ad oggi il museo è diventato asset di comunicazione strategica per il Gruppo e i suoi brand, si è trasformato in un punto di riferimento per un pubblico eterogeneo, grazie alle sue iniziative, aperture ed eventi dedicati non solo agli stakeholder ma anche ad un pubblico di appassionati, famiglie e studenti.

E la crescita è continua, grazie a nuove macchine inserite in esposizione, ad acquisizioni di complementi unici come la bicicletta Faema che cavalcò Guido Reybrouck vincendo tre titoli negli anni ’60, e allo sviluppo di strumenti innovativi per scoprire al meglio il museo, come la APP audioguida MUMAC disponibile in 10 lingue.

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Pubblicità storica | Faema Nettuno

Come testimonia Maurizio Cimbali, presidente del Gruppo «Mumac è diventato un unicum di forma e sostanza, un punto di riferimento per la diffusione della cultura del caffè. E’ espressione di modernità, dinamismo, accoglienza e della tensione che da sempre ci sospinge verso traguardi sempre più ambiziosi: la volontà e la capacità di proporre al mercato non solo macchine per il caffè ma anche soluzioni avanzate, che assicurano totale qualità, soprattutto in tazza

 

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