"Frutto d'ogni limite umano è assenza di memoria, tutta m'affonderò nel divenire"

Alda Merini


L’avvento del nuovo millennio, tinto da grandi aspettative e da grandi preoccupazioni, ha cambiato drasticamente la visione e l’assetto mondiale: dalle Torri Gemelle alle crisi economiche, per giungere fino all’emergenza del cambiamento climatico e della pandemia, il passo è stato tanto breve quanto significativo. La tecnologia, con velocità esponenziale, è andata in parte a erodere cultura e rapporti interpersonali, ma non certo il piacere della tazzina di caffè. I bar non sono più l’unico e indiscusso luogo di aggregazione: un buon caffè o un cappuccino si consumano anche nella sala d’attesa di una stazione o di un aeroporto, in una libreria o in una boutique, ovunque nel mondo. I primi anni del nuovo millennio vedono nelle architetture e negli ambienti comuni un ritorno al minimalismo.
Minimalismo che è declinato anche nel mondo delle macchine per caffè: linee pulite, eleganti ed essenziali, materiali quasi satinati e d’impatto caratterizzano il design del primo decennio del Duemila, rivolto a una società sempre più veloce ed esigente. Comincia anche a registrarsi una sempre maggiore attenzione per la cultura del caffè e per la qualità del prodotto, tendenza che porta alla nascita di una vera community di appassionati, barman professionisti e specialisti del caffè.
Contemporaneamente le macchine professionali diventano sempre più flessibili e tecnologicamente avanzate, con interfacce utenti estremamente semplici, che coniugano il risparmio di energia con elevate prestazioni, attestando una crescente consapevolezza dell’ambiente come luogo anche da tutelare.


Proprio per veicolare la conoscenza e la cultura del caffè e delle macchine che lo erogano, nel 2012 Gruppo Cimbali inaugura il museo della macchina da caffè professionale, MUMAC, unendo gli archivi della famiglia Cimbali e del maggior collezionista privato al mondo, Enrico Maltoni, raccogliendo oggetti che da oltre un secolo contraddistinguono la nostra quotidianità e documenti che contribuiscono a ricostruire la storia di un intero settore del made in Italy. Un luogo articolato come un hub culturale, in cui eventi, esposizione museale, Academy e biblioteca si alternano con una fluidità che riflette lo stile di questi anni. Se nei decenni passati è stato semplice individuare un mainstream, oggi questo non risulta possibile. La società in cui viviamo e operiamo è caratterizzata al contempo da fluidità e complessità, caratteristiche che vengono declinate, in chiave estetica, nella sintesi tra le tesi postmoderniste e le antitesi decostruzioniste. La difficoltà e la bellezza delle architetture e degli oggetti realmente contemporanei si manifestano in virtuosismi consci di queste dinamiche.

Gruppo Cimbali ha portato, quindi, sul mercato macchine il cui design è un gioco di citazioni, come nel caso della Cimbali M100, sintesi della concezione di design industriale di Valerio Cometti di V12 Design che si impone nel nuovo millennio, con linee sobrie di eleganza e funzionalità che celano tecnologie di altissimo livello, oppure tributi, quali la Emblema di Giugiaro, alla capacità di osare nelle forme. Osare nelle forme e osare nella tecnologia, che diventa preziosa alleata per rendere la macchina sempre più “flessibile” e adatta soddisfare ogni esigenza: dai coffee specialist (i sommelier del caffè), ai baristi tradizionali, fino, naturalmente, ai consumatori finali. Il caffè espresso al servizio del cliente resta, dopo più di cent’anni, prioritario. Oggi questo significa innovare per migliorare le  prestazioni e la possibilità di personalizzazione, grazie anche all’intelligenza artificiale, che favorisce la customizzazione delle funzioni ottenendo al contempo informazioni per ottimizzare settaggi e manutenzione e per consentire l’assistenza tecnica da remoto. Le macchine di oggi sono super tecnologiche sia nella loro espressione tradizionale (come M100 Attiva e FAEMA E71E, riconosciuta degna di entrare nell’Index ADI 2019 e vincitrice del Red Dot Design award 2019), sia in quella superautomatica (come la premiata per il design La Cimbali S30 con il Red Dot Design Award nel 2016 o la S15 smart nell’uso e nella tecnologia).

La tecnologia, l’Internet of things: le macchine di ultima generazione acquisiscono il senso dello stile unito a quello della funzionalità. E interagiscono. Fra di loro e con le persone, in una sinestesia di funzione ed estetica. La macchina per caffè si adegua sempre di più al rispetto degli standard di sostenibilità: risparmio energetico, monitoraggio dei consumi e materiali riciclabili diventano parole d’ordine di una nuova consapevolezza. Il presente ha sempre come protagonisti i clienti, ormai liberi di interagire persino con app per ottenere un caffè su misura, in totale autonomia. Attenzione ad ambiente, ergonomia, salute e sostenibilità a tutto tondo non sono più argomenti sui quali transigere. Nel nome della tecnologia il futuro è aperto.  Un futuro dedicato al servizio e alla valorizzazione di una delle bevande più richieste al mondo. Costanti restano la voglia e il gusto di un caffè preparato a regola d’arte, pausa per antonomasia, dove ritrovarsi in un tempo che è solo nostro, nel cuore della propria casa come al bar. In ogni senso. Perché in fondo la domanda è una sola: prendiamo un caffè?