Come si raccontano ottant’anni di storia? Non necessariamente attraverso una mostra che comincia e finisce nello stesso luogo. Per FAEMA, gli ottant’anni sono diventati un viaggio: un racconto costruito nel tempo e attraverso luoghi diversi, capace di mettere in relazione il patrimonio dell’impresa con il territorio, la cultura, lo sport e le persone.

Nasce così FAEMA 80x80, il progetto curato da MUMAC con il contributo del brand FAEMA di Cimbali Group per celebrare gli 80 anni dalla nascita di FAEMA, nel 1945, e i 30 anni dalla sua acquisizione da parte di Cimbali Group. Un anniversario pensato non come semplice ricorrenza, ma come occasione per rileggere una storia industriale e culturale attraverso lo sguardo del presente.

Il titolo del progetto racchiude già la sua idea: 80 anni raccontati attraverso tavole fotografiche quadrate di 80x80 centimetri, superfici essenziali sulle quali passato e presente entrano in dialogo. Ogni immagine diventa così una finestra su un momento della storia FAEMA, ma anche su un tema più ampio: l’evoluzione tecnologica, il design, la comunicazione, il Made in Italy, il rapporto con Milano, il ciclismo, il welfare aziendale, l’internazionalizzazione.

Il risultato è una narrazione che va oltre la storia di un produttore di macchine per caffè. Attraverso FAEMA si raccontano infatti alcuni dei cambiamenti che hanno attraversato l’impresa e la società italiana dal dopoguerra a oggi: l’ingegno industriale, la crescita economica, la cultura del progetto, la trasformazione del lavoro, il ruolo della comunicazione e dello sport nella costruzione dell’identità di marca.

Una mostra che sceglie di mettersi in viaggio

Ma soprattutto, FAEMA 80x80 è una mostra che si muove.

Il percorso prende avvio a marzo a Milano, al flagship di Cimbali Group, in occasione di MuseoCity. È il primo incontro con il pubblico e con la città, quella Milano alla quale FAEMA è legata fin dalle proprie origini e che torna anche nell’identità visiva del brand, con il profilo del Duomo presente nel logo nato nel 1945.

L’esposizione debutta così in un contesto culturale urbano, non commerciale, inserendosi nel circuito di MuseoCity e proseguendo idealmente il dialogo tra FAEMA, arte e creatività che ha caratterizzato diverse esperienze del brand nel corso della sua storia.

Al MUMAC, dove la storia prende forma

Ad aprile il racconto arriva al MUMAC, in occasione della Giornata del Made in Italy. Qui il patrimonio storico e archivistico permette di entrare più in profondità nella storia dell’azienda: dalle origini industriali di FAEMA, quando la Fabbrica Apparecchiature Elettro Meccaniche e Affini produceva anche elettrodomestici, alla storia degli stabilimenti; dai disegni tecnici e dai brevetti alle macchine che hanno segnato l’evoluzione del settore.

È il momento in cui le immagini della mostra incontrano direttamente le fonti: disegni a china, brevetti internazionali e modelli storici accompagnano il racconto, dalle prime Saturno, Marte e Venere fino alla E61 del 1961, destinata a diventare un’icona globale dell’espresso.

Quando il caffè incontra il ciclismo

A maggio il progetto cambia ancora scenario e raggiunge il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo.

Qui la storia industriale incontra quella sportiva. Il legame tra FAEMA e il ciclismo affonda le radici negli anni Cinquanta e trova nella figura di Eddy Merckx uno dei suoi capitoli più celebri. La memoria del Gruppo Sportivo FAEMA, le grandi vittorie degli anni Sessanta e le successive sponsorizzazioni del Giro d’Italia restituiscono la dimensione di un brand che ha costruito la propria identità anche attraverso lo sport e le sue storie.

L’esposizione della E61 accanto alla memoria del “Cannibale” crea così un dialogo tra due icone contemporanee, nate entrambe nel 1945.

Nel territorio, tra memoria e paesaggio

A giugno FAEMA 80x80 prosegue verso Tortona, in occasione degli eventi ciclostorici La Mitica e Colli di Coppi.

Ancora una volta il patrimonio esce dal museo e incontra un territorio profondamente legato alla cultura del ciclismo. Le pagine di Caffè Club, le immagini dell’arrivo della tappa Pavia-Zingonia del Giro 1969 davanti allo stabilimento FAEMA e i mezzi brandizzati raccontano una stagione in cui comunicazione, sport e vita quotidiana si intrecciavano.

La storia dell’impresa entra così nel paesaggio e nella memoria collettiva, incontrando un pubblico diverso e un nuovo contesto narrativo.

Le persone al centro della storia

A settembre il progetto torna al MUMAC per La Viscontea, ampliando ulteriormente la prospettiva sul rapporto tra impresa e persone.

Accanto alle immagini del welfare aziendale degli anni Cinquanta – dalle colonie marine ai treni brandizzati e ai pacchi dono – trovano spazio alcune delle iniziative contemporanee di Cimbali Group, dalla Safety Race al MUMAC Summer Camp fino alla partecipazione alla Milano Relay Marathon insieme a Fondazione TOG.

Il passato diventa così uno strumento per leggere valori che continuano a essere presenti nel modo di vivere l’impresa: comunità, inclusività, partecipazione e spirito di squadra.

Dalle origini al futuro, a Host Milano

L’ultima tappa arriva a ottobre, durante Host Milano 2025, dove l’intero corpus delle tavole viene finalmente riunito.

È un ritorno al mondo professionale e internazionale del caffè, ma anche un modo per chiudere idealmente il percorso: dalle macchine tradizionali come E61, Prestige, President ed E71 alla X5 del 1967, fino alle tecnologie contemporanee, all’intelligenza artificiale e alle interfacce smart.

La storia torna così al presente, mostrando come innovazione e memoria non siano opposti, ma parti dello stesso percorso. E il MUMAC torna simbolicamente al centro della scena, chiudendo il cerchio tra Milano e il mondo.

Un patrimonio che si mette in circolo

Questa dimensione itinerante è uno degli elementi che caratterizzano maggiormente FAEMA 80x80. Ogni tappa non è stata semplicemente una replica della precedente, ma un’occasione per far emergere nuovi contenuti e instaurare nuove relazioni.

Musei, istituzioni culturali, eventi sportivi e fieristici hanno offerto ogni volta un punto di vista differente, permettendo alla storia di FAEMA di incontrare pubblici diversi. La mostra è cresciuta lungo il percorso, generando contenuti, relazioni e occasioni di confronto.

In questo senso, il progetto interpreta il patrimonio aziendale non come una memoria da conservare in modo statico, ma come una materia viva da rimettere in circolo. Gli archivi di MUMAC e Cimbali Group diventano fonti per costruire nuove narrazioni; le fotografie storiche dialogano con immagini contemporanee; gli oggetti raccontano non soltanto la propria funzione, ma le persone, i luoghi e i contesti nei quali sono stati progettati, prodotti e utilizzati.

Dalla celebrazione alla cultura d’impresa

FAEMA 80x80 diventa così anche un modo per raccontare cosa significa oggi fare cultura d’impresa.

Significa partire dalla storia, ma non fermarsi alla celebrazione. Significa mettere in relazione il patrimonio con il presente, creare occasioni di incontro e lasciare che una storia aziendale possa entrare in dialogo con storie più ampie: quelle del design italiano, dello sport, della tecnologia, del lavoro, della creatività e della cultura del caffè.

Il progetto ha infatti attivato collaborazioni con istituzioni museali e culturali, connessioni con il mondo dello sport, integrazioni con eventi fieristici e occasioni di apertura e coinvolgimento del territorio. Il museo d’impresa diventa così una piattaforma culturale dinamica, capace di produrre e condividere nuove narrazioni.

Un anno diventa patrimonio

E se la mostra è stata il racconto in movimento di questo anniversario, il catalogo FAEMA 80x80 ne rappresenta la traccia permanente. Nato come estensione curatoriale del progetto, il volume raccoglie e approfondisce i contenuti sviluppati attraverso le tavole e le diverse tappe, trasformando un’esperienza temporanea in un patrimonio destinato a rimanere.

Dalle origini industriali al design, dalle macchine tradizionali ai macinadosatori e alle superautomatiche, dai designer alle collaborazioni culturali, dal welfare al ciclismo, dalla comunicazione alle partnership contemporanee: il catalogo restituisce la complessità di una storia fatta di molte identità e molti linguaggi.

Non è quindi soltanto il catalogo di una mostra, ma la sua legacy: uno strumento per consolidare la memoria, diffondere i contenuti oltre i luoghi e il tempo dell’esposizione e rafforzare FAEMA come brand culturale, capace di raccontare un sistema di valori che va oltre il prodotto.

Una storia che continua

FAEMA 80x80 è un anniversario che ha scelto di non restare fermo.

È una storia che si è spostata, incontrando luoghi e persone; un patrimonio che ha trovato nuovi modi per essere raccontato; un progetto che ha trasformato ottant’anni di memoria in un’occasione per guardare al futuro.

Perché celebrare una storia significa anche continuare a farla vivere.